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Comunicati stampa

Dal 16 al 22 luglio, Gorizia ospita la 45. edizione del Premio Internazionale alla Migliore Sceneggiatura “Sergio Amidei”, appuntamento culturale nazionale di riferimento per la scrittura cinematografica, con proiezioni e incontri che abbracciano tutta la città di Gorizia, da Piazza Vittoria al Kinemax, dalla Mediateca.GO “Ugo Casiraghi” al Parco del Palazzo Coronini Cronberg, a via Rastello di BorGo Cinema. 

Nel 2026 il Premio raggiunge un traguardo importante: quarantacinque edizioni dedicate a quella dimensione del cinema che precede ogni immagine, ogni interpretazione, ogni movimento di macchina. La scrittura. Fin dalla sua nascita, il Premio Amidei ha rappresentato un atto culturale e politico nel senso più alto del termine: riconoscere che il cinema non nasce sul set ma nella capacità di osservare il mondo, comprenderlo e trasformarlo in racconto. Oggi, in una stagione segnata da trasformazioni tecnologiche senza precedenti, dall’espansione dell’intelligenza artificiale, dalla moltiplicazione dei linguaggi audiovisivi e da un consumo sempre più rapido delle immagini, la centralità della scrittura assume un valore ancora più decisivo.

L’INIZIO CON AMIDEI KIDS

Il Premio “Sergio Amidei” offre ogni anno una sezione a cura di Martina Pizzamiglio e in collaborazione con Alpe Adria

Cinema – Trieste Film Festival, dedicata al pubblico di bambini e ragazzi con proiezioni, laboratori a tema e momenti di approfondimento pensati appositamente per avvicinare alla magia del cinema una generazione di nativi digitali e mostrare loro quanto possa essere affascinante una proiezione in pellicola o un film d’animazione poco conosciuto che non hanno potuto vedere al cinema o in televisione.  Quest’anno, in proiezione giovedì 16 dalle 10:00, la sezione che sarà accompagnata da Alberta Mutti in sala ci delizia con una serie di corti d’animazione dall’est Europa. A seguire Scirocco e il Regno dei Venti (Sirocco et le royaume des courants d’air, FR/BE 2023, DCP, vers. italiana, 74’) Sceneggiatura: Benoît Chieux, Alain Gagnol Regia: Benoît Chieux, alla presenza di Pietro Liberati.

PREMIO ALL’OPERA D’AUTORE

Quest’anno il Premio all’Opera d’Autore 2026 viene assegnato a Marco Tullio Giordana, autore che ha saputo raccontare l’Italia come pochi altri cineasti della sua generazione.

Nel suo cinema la storia nazionale non costituisce mai un semplice sfondo. Diventa esperienza vissuta, responsabilità morale. memoria condivisa.

Da I cento passi a Romanzo di una strage, da Pasolini, un delitto italiano a La meglio gioventù, l’opera di Giordana ha costruito negli anni una vera e propria geografia civile del Paese. La retrospettiva a cura di Roy Menarini e Giuseppe Longo e proposta dal Premio consente di attraversare quarant’anni di storia italiana attraverso lo sguardo di un autore che ha sempre concepito il cinema come strumento di conoscenza e partecipazione democratica. 

Nella prima giornata del Premio potremo quindi rivedere al Kinemax 

Notti e nebbie – prima parte (IT/FR/MX 1984, DCP, v.o., 80′), e Maledetti vi amerò (IT 1980, 35mm, v.o., 84’) rispettivamente alle 10:00 e 14:00 in sala 2.

EVENTI SPECIALI

Nel corso della giornata inaugurale sarà possibile scoprire nuovi sguardi con i cortometraggi Aprile 1905 (Parco Coronini, dopo l’inaugurazione), Mi Manchi (sala 2, ore  16:15) e Il Gusto della Gioia (in seguito a Mi Manchi in sala 2), realizzati dagli studenti del Corso di Laurea DAMS – Discipline dell’Audiovisivo, dei Media e dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Udine.

Alle 17:00 in sala 2 è in programma la proiezione di Sergio Amidei. Ritratto di uno scrittore di cinema di Ettore Scola, con a seguire l’incontro con la produttrice cinematografica Adriana Chiesa Di Palma.

PREMIO INTERNAZIONALE ALLA MIGLIOR SCENEGGIATURA

E quest’anno le migliori opere cinematografiche finaliste al Premio Internazionale alla Migliore Sceneggiatura scelte dalla giuria composta dai registi e sceneggiatori Marco Risi, Francesco Munzi, Francesco Bruni e Massimo Gaudioso, dagli sceneggiatori Marco Pettenello e Doriana Leondeff, dall’attrice Giovanna Ralli e dalla produttrice Silvia D’Amico Bendicò in quanto interpreti del mondo, sono 8 tra nazionali e internazionali da Francia a Regno Unito. La selezione del 45° Premio Amidei comprende otto film europei distribuiti nella stagione cinematografica 2025–2026, scelti per la capacità di intrecciare dimensione privata e collettiva, sperimentando nuove formule narrative e affrontando i temi emergenti del mondo contemporaneo. Dopo la cerimonia di inaugurazione del Premio, che avrà luogo il 16 luglio alle ore 21.15 nel Parco Coronini Cronberg e la proiezione del cortometraggio Aprile 1905 (IT 2025, DCP, v.o., 11’), sarà possibile vedere:

La grazia, Italia, 2025 – 131’ | Sceneggiatura e regia: Paolo Sorrentino

Mariano De Santis è il Presidente della Repubblica Italiana, vedovo, cattolico, ex giurista soprannominato “Cemento Armato” per la sua inflessibilità. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, deve affrontare due delicate richieste di grazia – veri e propri dilemmi morali – che si intrecciano in modo inestricabile con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere. Con Toni Servillo e Anna Ferzetti, il film è stato presentato come film d’apertura all’82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia 2025, dove Servillo ha ricevuto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile.

LA FORMAZIONE

La formazione negli ultimi anni ha acquisito sempre più importanza nel Premio Amidei ed ecco che a questa edizione parteciperanno 49 studenti che saranno ospiti per tutta la settimana:

  • 12 studenti provenienti da scuole superiori di Montebelluna (1. anno) – progetto cinema per la scuola “Beauty Storytellers”
  • 4 studenti della Scuola di Cinema “Carlo Mazzacurati” di Padova – corso di sceneggiatura (3. anno)
  • 8 studenti CSC ROMA Centro Sperimentale, che ritornano a Gorizia dopo un paio di anni di assenza
  • 13 studenti della Scuola d’Arte Cinematografica “Gian Maria Volonté” della Regione Lazio con sede a Roma
  • 12 studenti della Scuola di Sceneggiatura “Leo Benvenuti” Roma – in collaborazione con “Via della Creatività” (4. anno)

oltre ai 15 studenti tirocinanti del Dams dell’Università degli Studi di Udine con sede a Gorizia, i quali daranno prezioso supporto al Premio, che con loro guarda al futuro del cinema e di questa manifestazione.

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Il Premio Internazionale alla Migliore Sceneggiatura “Premio Amidei” è organizzato e ideato da: Associazione culturale “Sergio Amidei”, Fondazione Palazzo del Cinema / Hiša Filma, ETS, DAMS – Università degli Studi di Udine.

Co-organizzato con Comune di Gorizia – Assessorato alla Cultura, Camera di Commercio Venezia Giulia Trieste Gorizia

Con il contributo di MiC – Ministero della Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Gorizia – Assessorato alla Cultura, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Cassa Rurale FVG – Credito Cooperativo Italiano, Camera di Commercio I.A.A Venezia Giulia

Con il patrocinio di Comune di Gorizia, FICE – Federazione Italiana Cinema d’Essai, Agis Tre Venezie, Associazione 100autori, ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici

Il 45° Premio Internazionale alla Migliore Sceneggiatura Sergio Amidei rende omaggio a Pippo Delbono, ospite speciale di questa edizione, dedicandogli una sezione che offre uno sguardo profondo e ravvicinato su uno dei registi, autori e teatranti più radicali, visionari e liberi del panorama contemporaneo. Delbono esplora il confine sottile tra arte e vita, accogliendo il dolore, la marginalità, la bellezza e la follia senza filtri né mediazioni. I titoli scelti – Amore carne (2011), Cha cha cha (Marco Risi, 2013), La visite Versailles (2015), Guerra (2003), Bobò (2025) – tracciano un percorso emotivo e formale emblematico della sua poetica.

Con “Frammenti, incontri e memoria.Intorno al cinema di Pippo Delbono” la presenza di Delbono arricchisce il programma del Premio Amidei, una delle più autorevoli manifestazioni culturali italiane dedicate alla scrittura per il cinema. Intitolato a Sergio Amidei, tra i padri del Neorealismo e sceneggiatore di capolavori che hanno segnato la storia del cinema mondiale, il Premio rappresenta da quarantacinque anni un luogo privilegiato di confronto tra autori, registi, studiosi e pubblico. La sua vocazione è quella di promuovere una riflessione sul valore della sceneggiatura come strumento di interpretazione del reale, capace di raccontare i cambiamenti della società e di stimolare una coscienza critica attraverso il linguaggio cinematografico. “Il Premio Amidei rende omaggio a Pippo Delbono per la sua capacità di trasformare l’incontro con l’altro, la memoria e l’esperienza del reale in un racconto cinematografico afferma la curatrice Marta PasqualiniUn autore che coniuga ricerca artistica, sguardo civile e profonda umanità”.

Da oltre quarant’anni Pippo Delbono occupa una posizione centrale nella cultura europea. Regista teatrale, attore, autore e filmmaker, ha costruito un linguaggio personalissimo che fonde teatro, danza, musica, poesia e cinema in una forma espressiva immediatamente riconoscibile. Le sue opere sono state presentate nei più importanti festival internazionali e nei maggiori teatri del mondo, raccogliendo prestigiosi riconoscimenti e imponendosi come esempi di un’arte capace di coniugare sperimentazione e profonda umanità. Al centro della sua ricerca vi è sempre stata una straordinaria sensibilità sociale: Delbono ha dato voce a chi vive ai margini, ha trasformato la fragilità in una risorsa poetica e ha costruito percorsi artistici inclusivi, coinvolgendo persone spesso escluse dai tradizionali circuiti culturali. Il suo lavoro testimonia una costante attenzione verso le forme della sofferenza, dell’emarginazione e della diversità, affrontate non come temi da rappresentare, ma come esperienze umane da condividere.

In questo senso, l’opera di Delbono trova una profonda risonanza con la storia di Gorizia e con l’eredità culturale e civile di Franco Basaglia. Se la rivoluzione basagliana ha avuto il coraggio di abbattere i muri fisici e simbolici dell’esclusione, restituendo dignità alle persone rinchiuse nei manicomi, il teatro e il cinema di Delbono compiono un gesto analogo sul piano artistico. Entrambi invitano a riconoscere l’umanità là dove la società ha costruito distanza, stigma o paura. Nelle immagini, nei corpi e nelle voci che abitano le opere di Delbono riecheggia quella stessa tensione etica che ha reso Gorizia un luogo simbolo di libertà, ascolto e trasformazione. È un dialogo ideale che unisce arte e impegno civile, memoria e presente, in una riflessione quanto mai attuale sul valore della diversità come ricchezza collettiva.

Questa sezione non vuole soltanto rendere omaggio a un autore unico nel suo genere, ma intende dare forma a un’esperienza artistica totale, intensa e coinvolgente. Quello di Delbono è un cinema che scuote le coscienze, interroga lo spettatore e lo costringe a guardare dove troppo spesso si preferisce distogliere lo sguardo. Il suo incontro con il pubblico del Premio Amidei rappresenta un’occasione preziosa per riflettere sul rapporto tra arte e responsabilità civile, confermando la vocazione della manifestazione a promuovere uno sguardo attento, libero e profondamente umano sul nostro tempo.

Nell’ambito della 45ª edizione del Premio Internazionale alla Migliore Sceneggiatura “Sergio Amidei”, che si svolgerà a Gorizia dal 16 al 22 luglio 2026, il Premio alla Cultura Cinematografica verrà conferito alla trasmissione radiofonica La Rosa Purpurea di Radio 24 e consegnato a Franco Dassisti, ideatore, autore e conduttore del programma.

Il riconoscimento rappresenta un omaggio a una delle più longeve e autorevoli esperienze di divulgazione cinematografica del panorama radiofonico italiano e alla figura di un giornalista che da oltre trent’anni contribuisce alla diffusione della cultura della settima arte presso il grande pubblico.

Istituito nel 2013, il Premio alla Cultura Cinematografica nasce per valorizzare personalità, associazioni e realtà culturali che abbiano saputo ampliare, divulgare e condividere il sapere cinematografico attraverso strumenti differenti: dalla critica alla saggistica, dalla radio alla televisione, dalla promozione culturale all’impegno civile legato al cinema. Negli anni il riconoscimento è stato attribuito a figure e istituzioni di assoluto rilievo quali Elisabetta Sgarbi, Gianni Canova, ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici, Piera Detassis, Walter Veltroni, Sergio Toffetti, Paolo Mereghetti, i Ragazzi del Cinema America, Associazione 100autori, Irene Bignardi, Hollywood Party e Vieri Razzini

L’inserimento di Franco Dassisti in questo prestigioso albo d’oro conferma la centralità del suo lavoro nel campo della divulgazione cinematografica e della formazione del pubblico. Giornalista professionista, critico cinematografico, autore e conduttore radiofonico, Franco Dassisti rappresenta da decenni una delle voci più riconoscibili e autorevoli del racconto del cinema in Italia. Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerose testate giornalistiche, emittenti radiofoniche e televisive, seguendo da inviato i principali festival internazionali, da Venezia a Cannes, fino a Berlino. Ha fatto parte di giurie cinematografiche nazionali e internazionali e ha curato sezioni dedicate al cinema all’interno di importanti manifestazioni culturali. La sua attività si è sempre distinta per la capacità di coniugare rigore critico e linguaggio divulgativo, rendendo accessibili al grande pubblico temi, autori e opere spesso complessi senza rinunciare alla profondità dell’analisi. Attraverso le sue trasmissioni radiofoniche ha contribuito a costruire un ponte tra il cinema e gli ascoltatori, raccontando il presente dell’industria audiovisiva ma anche preservando la memoria dei grandi autori e delle opere che hanno segnato la storia del cinema mondiale.

Nata dall’esperienza di Grande Schermo, storico programma inaugurato nel 1999 insieme alla nascita di Radio 24, La Rosa Purpurea è oggi uno dei più importanti spazi di approfondimento cinematografico della radio italiana. In onda ogni settimana su Radio 24, il programma ha superato le 500 puntate, consolidandosi come appuntamento di riferimento per appassionati, professionisti e semplici spettatori.  La trasmissione accompagna il pubblico attraverso le grandi uscite in sala, i festival internazionali, il cinema d’autore, il documentario, le piattaforme streaming e la riscoperta dei classici. Nel corso degli anni ha ospitato centinaia di protagonisti del cinema italiano e internazionale, offrendo interviste esclusive a registi, sceneggiatori, attori e produttori. Uno degli elementi che ne hanno decretato il successo è la capacità di tenere insieme informazione, critica e partecipazione del pubblico, coinvolgendo gli ascoltatori attraverso rubriche, giochi e momenti di confronto che trasformano la passione per il cinema in una vera esperienza collettiva.

In un panorama mediatico sempre più rapido e frammentato, La Rosa Purpurea continua a rappresentare un raro esempio di approfondimento culturale costante e di qualità, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di spettatori consapevoli. L’assegnazione del Premio alla Cultura Cinematografica 2026 a La Rosa Purpurea e a Franco Dassisti si inserisce dunque nel solco della migliore tradizione del Premio Amidei: riconoscere e valorizzare coloro che, attraverso il proprio lavoro, contribuiscono non soltanto a raccontare il cinema, ma a farlo vivere come patrimonio culturale condiviso.

La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 17 luglio presso il Parco Coronini Cronberg, uno dei luoghi simbolo della manifestazione.

Gorizia, 11 luglio 2026

Dal 16 al 22 luglio Gorizia torna a essere, per la 45ª volta, la capitale italiana della scrittura per il cinema. Il Premio Internazionale alla Migliore Sceneggiatura “Sergio Amidei”, tra le manifestazioni più prestigiose d’Europa dedicate alla sceneggiatura, propone quest’anno il tema “Il filo invisibile delle idee”: una riflessione sul testo che precede ogni immagine e che, dal set al montaggio, resta il motore silenzioso di ogni opera cinematografica. Otto i film in concorso per il Premio alla Migliore Sceneggiatura, da La grazia di Paolo Sorrentino a Hamnet di Chloé Zhao. Il Premio all’Opera d’Autore 2026 va a Marco Tullio Giordana, mentre il Premio alla Cultura Cinematografica premia quest’anno la storica trasmissione radiofonica di Radio24 La rosa purpurea, ideata e condotta da Franco Dassisti. Non mancano l’omaggio a Pippo Delbono, gli appuntamenti di Amidei Kids e Sguardi Indipendenti, e la sezione dedicata al cinquantenario del terremoto del Friuli del 1976. Ma l’edizione 2026 porta con sé un anniversario che riguarda l’intero sistema cinematografico regionale, e a cui il Premio ha scelto di dedicare uno spazio specifico del proprio programma: i vent’anni della legge regionale n. 21 del 6 novembre 2006, la cosiddetta “Legge Cinema FVG”, che dal 2006 sostiene produzione, esercizio, conservazione e promozione del cinema e dell’audiovisivo in Friuli Venezia Giulia.

I vent’anni della Legge Cinema regionale

Mercoledì 22 luglio, alle ore 17:00, si terrà la tavola rotonda dedicata al percorso della Legge Cinema FVG e alle produzioni che in questi vent’anni hanno preso vita in regione. A condurre l’incontro saranno Piero Colussi, che presiedette la commissione regionale incaricata di elaborare il testo di legge, e Steven Stergar, curatore del volume che raccoglie le testimonianze di chi ha contribuito alla sua stesura. All’incontro sarà infatti abbinata la presentazione della pubblicazione, un lavoro di ricognizione che restituisce, attraverso interviste e memorie “in prima persona”, la pluralità di voci – amministratori, tecnici, rappresentanti delle istituzioni e operatori culturali – che parteciparono alla nascita della norma.

«Un ricordo, e un bilancio vero e proprio» lo definisce Giuseppe Longo, Direttore Artistico del Premio Amidei, che ha voluto questo doppio appuntamento proprio in occasione della 45ª edizione: «mi è parso opportuno che si rendesse omaggio a un’esperienza a cui siamo tutti grati, ricordando i lavori di chi, professionisti del settore, politici e funzionari regionali, ha contribuito a fare del Friuli Venezia Giulia un punto di riferimento per il cinema e l’audiovisivo».

Una legge nata dal confronto

La legge fu approvata a inizio ottobre 2006, al termine di un percorso partecipato avviato nel 2004 con l’istituzione di una commissione di tredici membri, rappresentativa di festival, sale, produzione, Film Commission e realtà di tutela del patrimonio cinematografico. «Non volevamo una legge che si limitasse a distribuire contributi – ricorda Piero Colussi – ma uno strumento capace di organizzare e valorizzare ciò che già esisteva sul territorio», costruendo un sistema in cui mediateche, festival, Film Commission e Fondo per l’Audiovisivo potessero crescere insieme, secondo funzioni distinte ma coordinate.

Da quella intuizione sono nati, tra gli altri, il riconoscimento della Cineteca del Friuli di Gemona, oggi aderente alla Federazione internazionale degli archivi filmografici (FIAF), e il Fondo Regionale per l’Audiovisivo, prima esperienza del genere in Italia, diventato negli anni un modello di riferimento anche a livello europeo grazie alla sua adesione a Cine-Regio, la rete che riunisce oggi 53 fondi regionali del continente.

Un sistema che oggi vale decine di milioni di euro

A vent’anni di distanza, i numeri restituiscono la portata di quella scelta legislativa. Il Friuli Venezia Giulia conta oggi 93 schermi cinematografici, quattro enti di cultura cinematografica riconosciuti dalla Regione – uno per provincia – con le rispettive mediateche pubbliche, una Cineteca di caratura internazionale, il corso di laurea DAMS dell’Università degli Studi di Udine, una Film Commission e un Fondo per l’Audiovisivo attivi, a fronte di una popolazione regionale di 1.193.496 abitanti secondo l’ultimo censimento.

Sul fronte produttivo, la Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG, che nel 2025 ha celebrato il proprio 25° anno di attività, ha reso noto che nel solo triennio 2022-2024 ha assistito 224 produzioni, 76 delle quali finanziate attraverso il Film Fund regionale, generando un indotto complessivo di quasi 75 milioni di euro a fronte di un investimento pubblico di circa 6,3 milioni: una ricaduta che supera di dieci volte le risorse impiegate. Nel solo 2025, le produzioni assistite sono state 75 (21 finanziate direttamente, cui si aggiungono tre sostenute dal fondo GO Film della Camera di Commercio Venezia Giulia), per un indotto stimato in oltre 18 milioni di euro, 278 giornate di lavorazione, 13.500 pernottamenti alberghieri e quasi duemila comparse impiegate sul territorio. Tra i titoli più recenti girati in regione figurano produzioni internazionali di primissimo piano come The Dog Stars di Ridley Scott, oltre a serie e film che hanno superato, in alcuni casi, i sei milioni di spettatori in prima serata.

Un percorso di crescita che il Premio Amidei, da 45 anni osservatorio privilegiato sulla scrittura per il cinema, ha scelto di raccontare non solo attraverso i dati, ma attraverso le voci di chi quella legge l’ha immaginata, scritta e messa alla prova nel tempo.

I VENT’ANNI DELLA LEGGE CINEMA REGIONALE – LA TAVOLA ROTONDA

Mercoledì 22 luglio 2026, ore 17:00 – Gorizia, nell’ambito del 45° Premio Internazionale alla Migliore Sceneggiatura “Sergio Amidei”

Con Piero Colussi e Steven Stergar

A seguire, presentazione del volume a cura di Steven Stergar dedicato alle testimonianze dei protagonisti della Legge Cinema FVG (L.R. 21/2006)

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Il Premio Internazionale alla Migliore Sceneggiatura “Premio Amidei” è organizzato e ideato da Associazione culturale “Sergio Amidei”, Fondazione Palazzo del Cinema / Hiša Filma ETS, DAMS – Università degli Studi di Udine, co-organizzato con Comune di Gorizia – Assessorato alla Cultura e Camera di Commercio Venezia Giulia Trieste Gorizia, con il contributo di MiC – Ministero della Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Gorizia, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Cassa Rurale FVG – Credito Cooperativo Italiano e Camera di Commercio I.A.A. Venezia Giulia

Nel 2023, grazie all’importante donazione da parte di Roberta Scandolara, moglie del famoso critico cinematografico goriziano Sandro Scandolara, la Mediateca di Gorizia è venuta in possesso di una rarità: la Divina Commedia più piccola al mondo.

Un unico foglio di dimensioni 70 x 50 cm circa, dove è stato riprodotto tutto il testo della Divina Commedia ripartito in tre rettangoli, contenenti le tre cantiche del poema e contornato da una cornice architettonica. Il titolo dell’opera reca la dicitura: “Trascritto micro-calligrafico, a mano libera senza uso di lente, composto di 14.233 versi, circa 96.000 parole e 400.000 lettere.”

L’autore di questa particolare trascrizione fu Francesco Cossovel, tipografo goriziano segnato da una terribile tragedia: la perdita del giovane figlio, morto per il cedimento del pavimento della soffitta in cui stava giocando. Lo shock fu talmente grande da causargli una permanente dilatazione dei nervi ottici; da allora l’uomo fu in grado di vedere chiaramente a occhio nudo anche i dettagli di ridottissime dimensioni, senza alcun bisogno di lenti o occhiali.

Il tipografo trasformò questa caratteristica in un elemento positivo e si mise a ricopiare con una penna speciale tutta la Divina Commedia in un unico foglio di pergamena.

Data la particolarità e l’importanza di questo documento, la Mediateca di Gorizia ha finanziato il restauro della stessa, grazie al fondamentale lavoro degli esperti del Centro Studi e Restauro di Gorizia.

La stampa, realizzata su carta di pasta meccanica o semi-chimica, risultava imbrunita a causa dei processi di foto-ossidazione derivati dall’esposizione alla luce e dalla natura dell’impasto della carta. Si notavano inoltre macchie di varia natura, lacune e strappi lungo i margini, alcuni dei quali precedentemente riparati con nastro adesivo.

Gli esperti hanno effettuato un rilievo fotografico completo dello stato di conservazione (prima, durante e dopo l’intervento) ed hanno proceduto con l’eliminazione dei depositi superficiali (polvere e incrostazioni) mediante pennellessa e strumenti di precisione (bisturi e punte metalliche).

Sono stati rimossi gli adesivi ed è stata fatta una pulizia chimica con per l’attenuazione delle macchie residue.

Dati i bordi rovinati, è stato necessario rinforzarli applicando un velo di carta giapponese e una colla specifica.

È stato inoltre realizzato un passe-partout  in cartone acid-free con la finestra interna rifinita con un taglio a 45° al fine di proteggere l’opera.

La Divina Commedia rimarrà esposta presso i locali della Mediateca di Gorizia per tutto il 45° Premio Internazionale alla Miglior Sceneggiatura “Sergio Amidei”, dal 16 al 21 luglio 2026.

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45. Premio Internazionale alla Migliore Sceneggiatura “Sergio Amidei”

Il filo invisibile delle idee 

Un’idea semplice e potente: rendere visibile ciò che solitamente resta nascosto allo sguardo dello spettatore, ovvero la sceneggiatura. Il testo diventa così protagonista, trasformandosi nel motore silenzioso ma fondamentale di ogni opera cinematografica. In un deciso cambio di direzione rispetto alle edizioni recenti, l’identità visiva della 45. edizione del Premio Internazionale alla Migliore Sceneggiatura “Sergio Amidei”, a cura di Leonardo Lenchig Andres, abbraccia poeticamente un approccio più umano, materico e artigianale, riportando al centro il gesto creativo originario.

Il cuore del progetto è rappresentato da un “filo” che attraversa l’intera composizione. Non si tratta di un segno astratto, ma di una linea viva, costruita con la materia stessa del cinema: le parole di un copione. Questo filo simboleggia la connessione profonda tra tutti i protagonisti del processo creativo — sceneggiatori, registi, attori e pubblico — diventando metafora della continuità delle idee. A impreziosire il concept, un raffinato omaggio cinefilo: il testo che compone il filo riprende l’incipit di Quarto Potere, capolavoro della storia del cinema. Una scelta che sottolinea la forza evocativa della scrittura e la sua capacità di generare immagini immortali a partire da poche righe. Dal punto di vista visivo, l’art direction si sviluppa attorno a una forte tensione tra elementi opposti e complementari. Le mani — fotografate in bianco e nero — incarnano il fattore umano: gesti che afferrano, guidano, costruiscono. Sono simboli universali di azione e collaborazione, slegati da identità specifiche per rappresentare il processo creativo nella sua dimensione collettiva.

Completa il progetto una scelta tipografica coerente e significativa: un carattere monospaced, che richiama le macchine da scrivere e i software di sceneggiatura, stabilendo un ponte tra tradizione e contemporaneità. Con questa identità visiva, il Premio Amidei riafferma il proprio ruolo di punto di riferimento per la cultura della sceneggiatura, celebrando la parola scritta come origine di ogni immagine, e il cinema come intreccio invisibile di idee che prendono forma.

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